• Home
  • Libri
  • Hygge, la felicità danese delle piccole cose

Hygge, la felicità danese delle piccole cose

Prendete una domenica mattina lenta. Il cielo è nuvoloso, l’Etna è di nuovo ricoperta di neve, Romeo si è raggomitolato sulla mia pancia e la tazza di tè fuma ancora. Manca solo il camino crepitante e qualche candela accesa per avere la perfetta situazione hygge. Che non è il sinonimo di ozio e pigrizia, ma l’intraducibile parola danese che definisce l’atmosfera di quella scena: “benessere dello spirito”, “arte di creare intimità” o “sensazione di essere a casa, al sicuro”. A raccontare questo state of mind tipico della Danimarca è Meik Wiking (Direttore dell’Happiness Research Institute di Copenaghen) nel suo libro Hygge. La via danese alla felicità. La Danimarca, quel piccolo stato che si affaccia sul Mare del Nord dagli inverni rigidissi, è uno degli stati più felice al mondo. L’avreste mai detto?

Stando all’esito dell’ European Social Survey non solo i danesi sono i più felici d’Europa, ma sono anche la popolazione che passa più tempo con amici e familiari, nonché quella che si sente più serena e rilassata. Probabilmente la risposta a come fanno ad essere così sereni è semplice: settimane lavorative brevi, cinque settimane di ferie pagate all’anno, sanità ed istruzione universitaria gratuita. Sì, il tempo in Danimarca non è dei più miti, anzi: gli inverni sono particolarmente rigidi e il sole a dicembre tramonta già alle tre del pomeriggio.

Eppure l’unione dei benefici e misure dello stato sociale non basta a rendere felice un popolo. A condividere lo stesso livello di benessere socio-economico ci sono anche la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e l’Islanda. Quello che realmente distingue i danesi è la hygge. La hygge pur non potendola definire è un’emozione che ti pervade e ti riscalda. Ma per provarla non serve sorvolare Parigi al tramonto o correre con le giraffe nella Savana e nemmeno soggiornare all’Hylton. Hygge è bere una cioccolata calda in una giornata piovosa, è concedersi un bagno rilassante, è guardare un film con gli amici, coprirsi con la propria sciarpa preferita, fare una passeggiata in montagna, sdraiarsi sull’erba a guardare le stelle. Hygge è qualcosa di semplice come “un bicchiere di vino con un panino”.


Niente di così trascendentale questa hygge, vero? Noi siciliani ne sappiamo qualcosa sulla semplice gioia di godersi una bella giornata, di guardare il mare mangiando una granita. Eppure ultimamente siamo sempre più stressati, nervosi, insoddisfatti, tristi. La frenesia, la routine lavorativa, la sempre citata crisi, il traffico: sembra che non si riesca più a staccare dai problemi di ogni giorno, che sì sono spesso gravi e frustranti, ma facendone il mantra delle giornate non ci aiutano certo ad essere più felici. In fondo la felicità è fatta di attimi, o come direbbe Francesco Piccolo di momenti trascurabili: per la massa insignificanti, ma per noi sono il dolce della vita.

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.

Lascia un commento