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Il Mestiere di Scrivere: i trucchi del bravo copywriter

Alzi la mano (anzi il pollice) chi pensa di saper scrivere alla perfezione e adesso, invece, chi non è mai totalmente soddisfatto dei propri testi! Se anche voi, come me, appartenete al secondo gruppo – per intenderci, quello di chi vorrebbe limare e rileggere all’infinito prima di consegnare articoli, blog post, documenti e strategie – il libro di Luisa Carrada, Il Mestiere di Scrivere, può fare al caso vostro.

Sicuramente se bazzicate l’ambiente di copy, digital marketer e blogger la conoscerete già Luisa e il suo sito  http://www.mestierediscrivere.com/. Aperto nel 1999 con la voglia di comunicare in Italia quel vasto e variegato mondo della scrittura professionale, rappresenta la Bibbia del bravo copywriter: tra le sue pagine, arricchite nel 2003 dal blog, si possono trovare dei tesori di stile, scrigni di trucchi e best practices, idee e spunti per comunicare davvero scrivendo.

Così dopo averlo spulciato per mesi e mesi, ho deciso di acquistare la versione fisica de Il Mestiere di Scriveredefinito dalla stessa Luisa un “manuale di scrittura professionale raccontato”. Promessa che viene mantenuta: pochi giri di parole, teoria quanto basta e molti consigli, approfondimenti sulla comunicazione attuale text driven. Nonostante Youtube, Instagram, Facebook, Netflix la nostra è sempre più una “text generation, che lavora, impara e comunica soprattutto leggendo e scrivendo. Tutti, non solo i comunicatori: impiegati pubblici, insegnanti, artigiani, consulenti”.

Senza testo non ci sono tag, non c’è folksonomy, non ci sono commenti alle foto di Flickr né ai siti di del.icio.us né ai post dei blog, non ci sono gli abstract dei filmati, né le note dei podcast. Il testo è il collante indispensabile di tutte queste cose, quello che permette di trovarle, ordinarle, valutarle, metterle in relazione tra loro.

Questa formidabile introduzione (la trovate a pagina 3) mi ha fatto vedere sotto una nuova prospettiva non solo il mio lavoro, ma per certi versi tutto il mio percorso di studi: senza le parole e senza i testi le cose non avrebbero nomi, le persone non avrebbero un nome; non esisterebbe la comunicazione verbale; non ci sarebbe interazione e non ci sarebbe pensiero. Diceva Wittgenstein “i limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo”.

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Ma a parte la nuova visione e la carica di ottimismo che mi ha infuso da subito il libro di Luisa Carrada, l’ho trovato estremamente utile ed umile: i consigli e trucchi descritti non sono regole da “ipse dixit”, ma semplicemente la condivisione degli attrezzi del mestiere che da brava artigiana mette a disposizione degli apprendisti copywriter. A sottolineare ancora di più questo spirito di sharing knowledge alla fine di ogni capitolo c’è una scheda con i consigli di lettura, da reperire sulla carta e sul web: un modo prezioso e semplice per trovare ulteriori approfondimenti sugli argomenti trattati.

Tra le pagine del manuale si spazia dai microcontenuti (titoli, sottotitoli, link, abstract, ecc…) alle presentazioni in PowerPoint, dai blog aziendali e personali ai tranelli della comunicazione scritta e se qualche capitolo fa un po’ sorridere (parlo soprattutto di quello dedicato alle e-mail e a quale stile adottare per non risultare dei barbosi jurassici) bisogna ricordare che il libro è stato scritto nel 2007: in questi 10 anni il web e la scrittura digitale sono cambiate non poco e quello che adesso ci sembra scontato e quasi banale, prima era un’assoluta novità.

Ma tralasciando questo piccolo dettaglio dettato dal semplice scorrere del tempo, il Mestiere di Scrivere è uno di quei piccoli manuali (poco più di 200 pagine) snelli e semplici, che senza troppa arroganza e presunzione ti raccontano passo dopo passo le piccole scoperte e gli attrezzi più utili per la professione del copywriter. Uno di quei testi da tenere nello scaffale più vicino della libreria, da poter consultare più e più volte nei momenti di confusione e totale buio creativo.

 

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.