• Home
  • Libri
  • Atlante leggendario delle strade d’Islanda

Atlante leggendario delle strade d’Islanda

Vi è mai capitato di innamoravi a prima vista? Di incontrare lo sguardo di qualcuno e di sentire nello stesso istante una scossa corrervi lungo la schiena? A me sì e questo tipo di sensazione così forte mi ha portato, ormai posso affermarlo con certezza, dalla persona giusta per me. Ma una cosa simile, seppur riferita a un luogo, mi è successa con l’Islanda. Dal primo momento in cui l’ho vista, in foto soltanto – purtroppo per me-, ho sentito un’attrazione fortissima per i suoi paesaggi di ghiaccio, per la sua terra di ghiaccio e fuoco e la voglia di andare a vedere quei paesaggi mozzafiato mi accompagna fedelmente tutti i giorni. Nell’attesa di riuscire a vedere con i miei occhi l’Islanda (e, spero,  anche l’aurora boreale) mi preparo studiando l’itinerario di viaggio on the road perfetto. E per aiutarmi a scegliere quali strade, borghi e paesaggi vedere, è appena arrivato in libreria (il 15 giugno per essere precisi) lAtlante leggendario delle strade d’Islanda di Jón R. Hjálmarssone edito da Iperborea,  con la traduzione di Silvia Cosmini.

Le dimensioni, piccole, sono perfette per portarlo tranquillamente (dentro lo zaino da trekking, senza dover rinunciare a spazio prezioso) in viaggio, e la narrazione, divisa in brevi leggende da poche pagine, permette di rileggere sul momento la storia proprio nel luogo in cui è ambientata: il paesaggio prenderà vita parola dopo parola e la bellezza oggettiva e indiscutibile degli angoli dell’isola potrete viverla sotto la magia delle storie locali.

Ma oltre la suggestiva esperienza di lettura, l’Atlante leggendario delle strade d’Islanda permette di seguire degli itinerari diversi dai soli giri turistici nell’isola. Se infatti si parte dalla classica strada statale N.1 (conosciuta anche come Ring Road) che percorre l’Islanda nella sua interezza, il viaggio fra miti e leggende scritto da Jón R. Hjálmarsson ha mille piccole deviazioni che portano il lettore-viaggiatore in luoghi remoti come la valle di Víðidalur, una regione ricca di storia in cui intorno al 1400 fu prodotto il più grande manoscritto islandese, Flateyjarbók  (letteralmente “Libro di Flatey”), che narra le saghe dei re norreni, tra cui Olaf Tryggvason, Sant’Olaf, Sverre, Hakon il Vecchio, Magnus il Buono e Harald Hardrada. Il manoscritto pieno di miniature e realizzato con 225 fogli di pergamena ricavati da 113 vitelli, è ritornato in Islanda nel 1971, dopo che rimase per tre secoli a Copenaghen, ed è conservato nell’Istituto Árni Magnússon di Reykjavík.

Questa è solo una delle piccole, grandi storie raccolte nell’Atlante leggendario: elfi, streghe, fantasmi, vescovi dai poteri magici, tritoni, balene assassine e fino al diavolo in persona sono i protagonisti delle pagine che hanno dato i nomi a scoscese, valli, tenute nobiliari e fiordi e che grazie al lavoro di Jón R. Hjálmarsson vengono scoperte da tutti i lettori.  Dulcis in fundo, le storie sono suddivise in zone geografiche e accompagnate da introduzioni ed utilissime mappe che le localizzano, ma la piacevole sorpresa finale sono le illustrazioni semplici (create da xxystudio) che animano le storie dando volto ai protagonisti delle leggende.

E voi avete un paese del cui vi siete innamorati e volete vedere con i vostri occhi?

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.