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San Valentino tra i libri (ri)leggendo Jane Austen

Febbraio, mese del Carnevale e di San Valentino. Due feste allegre e gioiose in cui sorridere per le piccole (grandi) cose della vita che nello stress di tutti i giorni tendiamo a dimenticare, io per prima, quando basterebbe, invece, ricordarsi di quella simpatica poesia scritta da Lorenzo de’ Medici:

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’anno per festeggiare San Valentino in modo insolito, ma assolutamente calzante per un/a lettore/lettrice, ho pensato di rispolverare i buon vecchi (ma sempre attuali) romanzi di Jane Austen. Complice il film Il club di Jane Austen visto nei giorni scorsi e la mia passione per la scrittrice inglese, l’idea è nata mentre lavoravo ad una campagna di display advertising per un cliente: immersa tra keywords, trend di ricerca e copy onirici sono stata fulminata da un’idea stramba, quanto originale ed economica per festeggiare semplicemente l’amore. Aldilà dei regali, delle cene a lume di candela, di rose rosse e cioccolatini sfoderati come un poker d’assi per il 14 febbraio, San Valentino e la festa degli innamorati sono un inno all’amore, a quell’insensato, irragionevole e irrazionale sentimento che fa accelerare i nostri battiti cardiaci.

Ma a farci battere il cuore sono anche le belle storie d’amore della grande letteratura, quelle diventate epiche e che spesso hanno influito così tanto su di noi, da aver condizionato i nostri pensieri sul/sulla partner ideale (Mr. Darcy docet!). Queste storie fanno ormai parte di noi e il nostro modo di pensare e agire nel love affair deriva spesso dalle rappresentazioni ideali, e non, del romanticismo letterario. Quindi per celebrare questo mese dedicato all’amore, per ricaricare le batterie e riprendermi dallo stress dell’ultimo periodo – volando con l’immaginazione nelle tranquille campagne inglesi – ho deciso di leggere e rileggere i romanzi della Austen, seguendo l’ordine del film di Robin Swicord  (basato sul romanzo omonimo di Karen Joy Fowle).

Vi confesso che non avevo letto tutti i suoi romanzi e che una maratona di libri in queste giornate, ma soprattutto in queste fredde serate, di fine inverno mi ha subito fatto tornare il buon umore e la voglia di guardare il mondo “con degli occhiali colorati di rosa” (per citare Audrey Hepburn in Sabrina). Man mano vi terrò aggiornati sulle fasi della mia *janelettura*, ma sarebbe molto eccitante poterla condividere con qualche lettore/lettrice. Per cui non fatevi frenare dalla timidezza: raccontatemi delle vostre letture e, se vi fa piacere, unitevi a me nella maratona di Jane Austen!

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.

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