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Come un granello di sabbia. Giuseppe Gulotta, storia di un innocente sulla scena di Palco Off Catania

Quando è la stessa crudeltà della vita a scuoterci nelle viscere.

2° appuntamento della VII stagione di Palco Off Catania

Il teatro è sempre emozionante. Le poltrone rosse, le luci che si spengono lentamente, il brusio che si placa per lasciare posto al silenzio dell’attesa creano una magia che si percepisce subito nell’aria. Eppure nonostante tutti gli spettacoli riescano a generare questo mix unico, solo pochi spettacoli sanno scuoterti fin dentro le viscere come ha fatto Come un granello di sabbia, il dramma di Salvatore Arena (interprete) e Massimo Barilla andato in scena lo scorso fine settimana al Teatro Musco di Catania per  la rassegna teatrale di Palco Off.

Niente finzione, bugie o artifici: è la vera storia di Giuseppe Gulotta ad essere raccontata dall’acuto Salvatore Arena. Una storia crudele di un giusto, un innocente, arrestato, torturato e costretto a confessare un duplice omicidio che non ha mai commesso. Aveva solo 18 anni. Un ragazzo appena, con una lunga vita davanti, obbligato a vivere nella morsa del carcere, della falsità e della paura di chi sa di essere stato raggirato dal sistema corrotto e alleato con la mafia.

Impossibile non sentirsi travolgere dalle fredde barre d’acciaio che lo tenevano stretto nella cella di isolamento; impossibile non annegare nello stesso vino consolatorio scoperto tra le mura del carcere; impossibile non percepire quella tenaglia di paura afferrarci il collo. Il dramma di Giuseppe, riscritto così abilmente da Salvatore e Massimo, porta alla luce una storia che per lo Stato si è conclusa nel 2012 con la definitiva assoluzione della magistratura, ma che per Giuseppe è una vita intera: ben 22 anni di carcere e 36 di calvario.  Quello che per noi spettatori è terminato con la fine dello spettacolo, per lui e la sua famiglia è un ricordo indelebile, vivo, è ieri.

Compito del teatro è affrontare e rivivere i drammi della vita, ordinari o straordinari, scuotendoci dentro e facendoci ricordare la bellezza di sentire l’aria fresca sulla faccia dal sapore di libertà. Troppo spesso anneghiamo in una routine piatta e consumistica: presi dagli impegni futili ci dimentichiamo quanto sia fondamentali essere semplicemnte liberi e al sicuro. Tranquilli nelle nostre case, siamo al riparo dalle menzogne, dai sopprusi e dalla violenze di una giustizia corrotta che preferisce incarcerare un innocente invece di cercare i veri, scomodi, colpevoli.

E se la rabbia comincia ad assalirci dopo aver visto Come un granello di sabbia la serenità di Giuseppe ti disarma del tutto. Il ricordo è ancora così vivo, gli occhi si bagnano delle lacrime di una sofferenza amara, ma il suo animo è tranquillo. Nonostante tutto quello che è successo, tutte il dolore provato e gli anni di prigionia fisica e mentale, ha “ripulito” il suo nome e con la serenità di chi ha visto il male negli occhi ha creato la Fondazione ‘Giuseppe Gulotta’, nata per dare voce agli ultimi e contribuire a rivelare gli errori giudiziari.

Sì, andare a teatro è sempre piacevole ma solo alcuni spettacoli come l’atto unico di Salvatore Arena e Massimo Barilla hanno saputo risvegliarmi e farmi apprezzare la semplice, quanto meravigliosa, luce del sole sul viso.

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.