Crisi, nervosismo e senso di soffocamento: il dark side della quarantena

28 Aprile 2020

Eh già, mi capitano anche le brutte giornate in questa quarantena quasi infinita. Nonostante sia rimasta positiva per quasi tutto il tempo, impegnandomi nella cucina – con tanto di esperimenti di panetteria e pizzeria – nella lettura, nella visione di film e serie tv, o semplicemente concentrata nel difendere il mio spazio di silenzio, adesso sto accusando il colpo. A volte arriva subito, a volte arriva dopo quasi due mesi di isolamento. Ognuno ha i suoi tempi.

Oggi è arrivato a me e nulla hanno potuto le distrazioni di vario tipo: la sensazione di insoddisfazione, sconforto, mancanza di senso è diventata grande, grossa e minacciosa come Fuffi, il cane a tre teste di Harry Potter e la pietra filosofale. L’effetto della sua presenza è un’emicrania diffusa e un senso di vertigine e nausea.

Tutto sembra grigio, rumoroso, insapore e inodore. In questo momento l’unica cosa che so mi farebbe star bene è il calore e la passione del teatro, ma purtroppo gli spettacoli in streaming non riescono a restituirmi le stesse emozioni e suggestioni che si creano in sala, quando si spengono le luci e ci si immerge in un mondo altro, in storie intense e dai colori forti.

Ora che il teatro non è un’opzione percorribile, non mi resta che affidarmi alle tinte vivaci di uno dei miei registi preferiti: Wes Anderson. Magari il rosa caramella del Grand Budapest Hotel riuscirà a restituirmi un po’ di sano buon umore.

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