Templi di Agrigento

Non è un paese per turisti

Riformulando il titolo di un celebre film dei fratelli Coen, questo non è un paese per turisti. 

Nonostante le numerosissime bellezze naturali e artistiche (l’Italia è in assoluto la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità), il nostro paese, ed in particolare la Sicilia, non sono a misura di turista. Sembrerà assurdo, ma la triste realtà è proprio questa: non siamo in grado di valorizzare davvero le nostre mille mila risorse e soprattutto non siamo in grado di renderle realmente fruibili.

Lo scorso mese sono stata in vacanza ad Agrigento, la cui Valle dei Templi con i suoi 1300 ettari di estensione è il sito archeologico più grande del mondo, nonché il secondo della Sicilia per numero di visitatori (610.715 ingressi nel 2014*).

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La Valle dei Templi.

Eppure quest’altissimo numero di presenze sembra essere assolutamente irrilevante nella gestione dei restanti siti turistici di Agrigento.

Nel centro della città di Pirandello la maggior parte dei luoghi d’interesse storico-culturale del circuito Agrigento Old Town, promosso dall’Arcidiocesi di Agrigento, sono chiusi la domenica, e nello specifico erano chiusi nel fine settimana lungo del 25 aprile. Uno fra tutti la Biblioteca Lucchesiana, aperta solamente dal mercoledì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13.00 e il mercoledì pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 17.30. Un vero colpo da maestri. Per non parlare degli Steri Chiaramontano, il nucleo dell’antico palazzo della famiglia Chiaramonte, visitabile solo su prenotazione.

I pochi turisti che dalla Valle dei Templi si avventurano nella città, si aggirano spaesati tra le viuzze e scalinate del centro storico, per lo più sprovvisto di chiare indicazioni e mappe che evidenzino i siti artistico-culturali.  Nemmeno Google Maps riesce a farmi orientare nei meandri di Agrigento: se siete in auto vi consiglio caldamente di chiedere indicazioni ai passanti; il percorso segnalato dall’app come il più veloce mi ha portato diverse volte in un vicolo cieco o di fronte a scalinate, decisamente non percorribili in macchina.

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La Cattedrale di sale a Realmonte.

Superato l’intricato dedalo di strade e scale riesco ad approdare nel corso principale della città: la via Atenea. Trovare un negozietto aperto in cui recuperare qualche souvenir da portare ad amici e parenti è stata un’impresa immane. Solitaria e desolata, ecco come si presentava la domenica mattina la centrale “strada dello shopping” di Agrigento.

Fortunatamente la provincia girgentana vanta altre bellezze naturalistiche di grande rilievo, come la spiaggia di Menfi, insignita della Bandiera Blu; la suggestiva Scala dei Turchi; la sotterranea Cattedrale di sale di Realmonte; la Riserva Naturale di Torre Salsa e la Riserva di Aragona con i Vulcanelli di Macalube. Peccato che la maggior parte di queste meraviglie non sia riuscita a vederle: tra orari di chiusure delle riserve naturali tramutate in agriturismo, strade dissestate, beni fruibili un solo giorno al mese e liste di attesa di oltre un anno, l’offerta turistica di Agrigento è più che dimezzata. Ancora una volta la ricchezza naturale di siti di grande valore, non rende necessariamente la città siciliana e la nostra regione le capolista nel settore turistico. Si ha anzi l’impressione che le piccole, grandi gemme del nostro paese siano volutamente sottovalutate e sottostimate, quasi che  goderne debba essere un privilegio di pochi eletti.

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La Scala dei Turchi.

 

 

 

*Dati ufficiali forniti dalla Regione Sicilia – Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana nella tabella Fruizione del patrimonio nel 2014.

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.