Boschi che bruciano

Brucia la Sicilia

Oggi in Sicilia si brucia, ma non di caldo. Si brucia letteralmente: prendono fuoco ettari ed ettari di terra.

Tra il mese di giugno e di luglio più di 800 roghi stanno divorando la nostra isola, causando perdite ingenti su tutti i fronti: non solo di tipo economico (50 milioni di euro era la stima dei danni causati con i soli incendi del 16 e 17 giugno), ma anche ambientale e sociale. Da Catania a Palermo, da Ragusa a Trapani è un continuo divampare di fiamme: da ogni parte della Sicilia arrivano notizie e video di incendi. Una non troppo piccola raccolta di filmati su You Reporter dimostra l’entità e l’estensione del fenomeno.

Ancora una volta, di fronte a questi roghi che tutto divorano, ci si chiede: non si potrebbe evitare tutto ciò? o non si  potrebbe provare ad arginare il problema? Gli incendi in Sicilia si presentano con costanza ogni estate, eppure invece di migliorare la situazione, invece di diminuire, questo fenomeno cresce e coinvolge sempre più aree, brucia sempre più ettari.

Ecco che comincia la caccia al colpevole/colpevoli, con accuse tra amministrazioni, giunte, presidenti e governatori. Tutta l’attenzione si focalizza sullo scaricare le responsabilità da un ufficio all’altro, da un’associazione ad un’amministrazione, scatenando uno spettacolo indecente, come si legge in un articolo del mese scorso su Live Sicilia.

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Lo denunciano in tanti, anche tra i dipendenti del Corpo forestale: nei mesi tra marzo e maggio non è stata compiuta alcuna attività di prevenzione. Che riguarda, in particolare, la creazione dei cosiddetti “viali parafuoco”, utili a isolare le fiamme, e anche l’attività di pulizia del sottobosco. Ma nulla è stato fatto. “Mancano i soldi”, raccontano. Mentre la legge che dovrebbe riformare il settore, annunciata a Sala d’Ercole in occasione dell’ultima finanziaria, è ancora nella mente del governo Crocetta.

Di contro invece il governatore siciliano affermava “C’è un attacco politico mafioso dietro questi incendi, l’obiettivo non sono solo i boschi e la speculazione edilizia. C’è stata un’aggressione sul territorio con 800 focolai in contemporanea. È un disegno preciso politico, affaristico, criminale della mafia ma anche un attacco a un governo, che combatte la mafia”.  E continuano così a rimbalzarsi colpe ed accuse come in uno spettacolo tragicomico di terz’ordine.

Eppure relazioni, analisi, richieste e piani ne erano stati scritti: una fra tutti la relazione finale della Mappatura delle zone bruciate pubblicato (ed accessibile a tutti) sul sito della Regione Siciliana.  Ma cosa ne abbiamo fatto di tutto ciò, delle raccomandazioni, premesse, indicazioni e procedure? Assolutamente nulla a quanto pare! Terreni, boschi ed aree continuano a bruciare per il vento caldo, per i piromani che appiccano gli incendi, ma sopratutto per la solita noncuranza di tutti gli attori che continuano ad accusarsi a vicenda.

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.