Teatro Antico di Taormina

TaoFilmFest, tanti cocktail e poco cinema

Con l’inizio dell’estate e delle prime giornate assolate, torna l’appuntamento con il TaoFilmFest: la storica manifestazione cinematografica taorminese, in assoluto uno dei più deludenti festival del cinema.

Passano gli anni, cambiano le mode, ma il TaoFilmFest resta sempre lo stesso: un concentrato di eventi mondani in cui l’elemento cinematografico resta marginale. Nonostante sia giunto quest’anno alla 62° edizione, resistendo agli scossoni e alle intemperie (proprio qualche mese fa la Regione Sicilia aveva tagliato di 40 mln di euro il finanziamento annuale a TaoArte), il festival di Taormina peggiora di anno in anno, diventando sempre più un calendario di cocktail, cene di gala e selfie con i vip. L’anima viveur che ha assunto in maniera sempre più predominante negli ultimi anni, ha difatti reso trascurabile l’elemento cinema, non solo per direttori e general manager, ma per lo stesso pubblico; indimenticabile il ricordo del teatro semivuoto per l’anteprima del pluripremiato Inside Out nella scorsa edizione.

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Anche quest’anno l’attenzione sui social, nonché di molti articoli già pubblicati, sembra tutta orientata a documentare i vari momenti con le celeb: il focus principale della pagina Facebook del TaoFilmFest è rivolto a documentare i cocktail super riservati, una volta aperti alla stampa e utili per conoscere più da vicino i protagonisti del festival. Viene da chiedersi perché le stesse tecnologie non vengano utilizzate per condividere brevi momenti delle interviste o delle TaoClass, sicuramente di interesse per il pubblico che segue dal web il festival.

Nonostante i toni trionfalistici dei comunicati stampa, la manifestazione cinematografica taorminese ha ancora molto da limare per riportare al centro dell’attenzione il cinema: non basta limitarsi a proporre qualche vera anteprima, bisognerebbe coinvolgere davvero il pubblico a non perdere i film proposti. Perché un festival che perde metà degli spettatori ad un’anteprima Pixar è un festival che ha già perso.

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Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.