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Una Rosa Candida da cogliere in libreria

La rosa è tra tutti i fiori quello che mi piace meno. No, non c’entrano le spine o una mancanza di fasci di rose rosse in età adolescenziale: semplicemente lo trovo un fiore abbastanza banale e anche molto abusato (molto più affascinanti il fiore della Strelitzia o Uccello del paradiso!). Nonostante quindi il titolo poco accattivante (almeno per me), ero rimasta molto colpita dalla breve presentazione della libraria de La Casa del Libro, la piccola e accogliente libreria di Ortigia, di Rosa candida, tanto da decidermi ad acquistarlo immediatamente.  E posso assicurarvi che non me ne sono per nulla pentita.

Il romanzo della scrittrice islandese Auður Ava Ólafsdóttir è un piccolo, e assolutamente inaspettato, gioiellino di poesia: il titolo leggermente banale nasconde una storia dolce e leggera, proprio come un petalo di rosa.

rosa_candida

Come racconta bene la descrizione di Einaudi, “Rosa candida riesce a fare quello che ogni lettore si aspetta da un libro: trasportarti in un luogo sicuro, al di fuori del tempo, in uno stato di perfetta innocenza e felicità”. Questo luogo sospeso, un po’ nido e un po’ alieno, è la bella, gelida Islanda: un’isola aspra che mi ha sempre affascinato con i suoi paesaggi lunari. Isola che entra con forza nella storia: è dall’Islanda che Lobbi, il giovane protagonista, giardiniere per vocazione e genitore per caso, scappa via, ma è la stessa natura rocciosa dell’isola che gli ha strappato via la madre in un incidente automobilistico.

Ma la tragedia, così come la famiglia e la disabilità del fratello, non irrompe mai con veemenza nella storia: la bellezza e per certi versi unicità di Rosa candida è la sua forza pacata, una dolcezza così rara nel raccontare il dolore, tanto che lo stile di Auður Ava Ólafsdóttir è stato paragonato all’impeto morbido di una poesia. Pagina dopo pagina si viene totalmente ipnotizzati dalle sue parole, si viene avvolti da quella stessa luce calda descritta più volte.

rosa

Non vi racconterò la trama, nemmeno una brevissima descrizione, che riassuma in breve la storia di Rosa candida, innanzitutto perché la potete trovare ovunque nel web (a partire dal sito della casa editrice, Einaudi), ma soprattutto perché è uno di quei libri di cui io per prima non avrei voluto leggere assolutamente nulla prima, se non un breve estratto, che trovate qui. Sono dell’idea che le migliori parole per riuscire a convincervi della bellezza di questo libro siano proprio quelle dell’autrice.

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.

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