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I terribili segreti di Maxwell Sim

Inizio subito dicendo che io adoro Jonathan Coe. Ha uno stile incredibile, un’immaginazione infinita e leggere uno dei suoi libri è come fare un viaggio fuori porta organizzato all’ultimo momento: pensi che non vedrai niente di diverso dai luoghi a cui sei abituato e invece ti ritrovi davanti a paesaggi mozzafiato che non ti saresti mai aspettato/a.  La casa del sonno, il primo libro che ho letto di Coe,  è entrato nella top 20 delle letture imperdibili, quelle che proprio non potete perdervi.

Ed anche se I terribili segreti di Maxwell Sim non è altrettanto formidabile come il primo è assolutamente da leggere.

Maxwell Sim (o Max, come preferisce essere chiamato) è un uomo (inglese) di 48 anni, appena divorziato, che non riesce ad interagire con la figlia dodicenne ed è affetto da depressione. Come personaggio è proprio un tipo qualunque, quasi insignificante, a cui le cose non vanno mai troppo bene.

La persona più superflua che sia mai nata. È dunque così che mi devo considerare, per il resto della vita? Una non-persona? La radice quadrata di meno uno?

Da un tipo come Max non ci si aspetterebbe niente di emozionante o eroico, nessun colpo di scena, nessun incontro inaspettato, nessun gesto rivoluzionario. Ed è proprio qui che sbagliamo: la storia di Max non ha niente di consueto, ordinario e banale. Già dalla primissima pagina del libro si capisce che qualcosa di inusuale gli è accaduto: Max viene infatti trovato nudo e in coma etilico nella sua auto in Scozia, durante una bufera di neve e nel bagagliaio della macchina un cartone pieno di spazzolini ecologici di un’azienda che proprio quel giorno ha dichiarato bancarotta. (Io ho trovato quest’incipit assolutamente geniale!)

Commesso viaggiatore trovato nudo nella sua auto.
Nella notte di giovedì, una pattuglia della polizia di Grampian, perlustrando il tratto isolato dalla neve sulla A93, tra Braemar e Spittal of Glenshee, ha rinvenuto un’automobile apparentemente abbandonata sul ciglio della strada sotto il Glenshee Ski Centre.
A un esame più attento è risultato che il conducente privo di sensi era ancora all’interno del veicolo. Gli abiti appartenenti all’uomo di mezza età, che era pressoché nudo, erano sparpagliati all’interno della vettura. Sul sedile del passeggero, accanto a lui, c’erano due bottiglie di whisky vuote.
il mistero si è infittito quando i poliziotti hanno ispezionato il bagagliaio e hanno trovato due scatoloni contenenti più di 400 spazzolini da denti, e un grosso sacco della spazzatura pieno di cartoline dall’Estremo Oriente.

Ma per capire bene come si è ritrovato in un punto indefinito della Scozia, bisogna tornare indietro nel tempo (di qualche settimana) e seguire tutte i piccoli passaggi che lo hanno portato fin lì. Ma al di là delle sue peripezie tragicomiche e quasi inverosimili, quello che realmente ho apprezzato è che Max non è un eroe, un vip, o un influencer se vogliamo essere più attuali. Non è una persona nota, straordinaria o fuori dal comune, anzi è un uomo comunissimo ed è proprio il suo essere come tutti gli altri, che oltre a renderlo estremamente vicino ad ognuno di noi, lo fa soffrire delle stesse paure che solitamente ci affliggono: la paura di fallire, di non concludere niente di buono o di rilevante, la paura di essere solo, di essere dimenticato da tutti, di non mancare a nessuno, di avere la casella di posta piena solamente di pubblicità.

Accanto alla storia di Max, Coe non rinuncia a trattare altre micro tematiche di interesse attuale, mai con enfasi o autorità, ma sempre con lo stessa prospettiva di un uomo qualunque. C’è la crisi economica, l’ecologia, lo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo, i social network, e la tanto dibattuta privacy (il titolo originale del romanzo è infatti The terrible privacy of Maxwell Sim).

Aggiungeteci dei racconti dentro il macro racconto, un po’ di atmosfera scozzese con tanta neve e un viaggio verso le lontanissime Shetland Islands (cerchiate in rosso nella cartina!): il risultato è un libro piacevole, scorrevole, pieno di momenti di riflessione ed altri di comicità. Il finale è decisamente inaspettato, ad alcuni lettori non è piaciuto molto, ma io l’ho trovato particolarmente frizzante, seppur stoni un po’ con il resto delle avventure di Max.

british_isles

Curiosa, chiacchierona, giornalista per diletto, copywriter, lettrice instancabile, puntigliosa, a volte polemica. Amo l'odore dei libri nuovi e sul comodino ne ho sempre almeno 4/5 già iniziati.

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